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GRASSMANN - just in time

6/21/2012

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Artista: Grassmann
Titolo Album: “Just In Time”
Label: Autoproduzione 2012
Sito: https://www.facebook.com/grassmannband

"Just in time". Appena in tempo per una nuova dose di rock'n roll. Band napoletana, brit pop nelle vene.
Ascolti tra Suede, Kula shaker, approccio vocale molto sporco, duro.  
Un bel combo brit rock questi The Grassmann, nome totalmente nuovo sulla scena, proveniente da Napoli.. e non è la prima buona band che dal capoluogo campano ci arriva alle nostre orecchie. 
"Just in time" è un ep ricco di singolo in cui il rock trasandato e sudato di "NYC Lights" si fonde con la malinconia 80's di "Nineteen"  e la cassa in 4 con spruzzi electro-clash alla Hard-fi di "Slow" e "Fade Out". 
Discreta la produzione, ottimo il binomio artwork - ascolto, che ci riconduce in maniera quasi immediata nell'universo musicale di riferimento. E sullo sfondo un Be Here Now degli Oasis tanto ascoltato quanto idolatrato.
Buona prova, adesso preparate le valige per Manchester. 
Marco Rispoli 

Track-List
1 – NYC Lights
2 – Blown
3 – Nineteen
4 – Slow
5 – Fade out


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CYBERSADIC - Droga alla Massa

6/10/2012

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CYBERSADIC
Droga alla Massa

Ho tra le mani il nuovo lavoro dei Cybersadic intitolato "droga alla massa". Alternativo elettronico è il genere che ci propongono questi ragazzi campani Alessandro Amoretti voce e chitarra e Luigi Ugolini synth, suoni e macchine e con la collaborazione di Ciro Leale al basso.

Il cd è composto da 9 brani tutti vari ma che amalgamano molto bene tra di logo. Spaziano da l'elettronico tecno come la canzone di apertura "droga alla massa" con il testo molto significativo sui mass media fino a un rock alternativo elettronico stile Subsonica,  Depeche Mode anche un pizzico di Daft Punk nella traccia "canzone Viola". "la notte", "canzone viola", "Rivoluzione permanente" , "malinconia Autonoma" sono delle canzone fantastiche, melodiche nell'ascoltarle che ti trasportano in un altro mondo.
Questi ragazzi se la cavano molto bene e hanno sfornato un gran bel disco, spero tanti di risentirli ancora. vi faccio i miei complimenti e buona musica ragazzi.

VOTO: 90/100
GENERE: alternativo elettronico
SITO: http://www.facebook.com/cybersadic  
RECENSORE: M.arT.y

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Marco Zordan - qualcosa nel Tempo

5/30/2012

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Marco Zordan 
QUALCOSA NEL TEMPO


Principe del cantautorato appartamento da Marco Zordan ci Regala this Lavoro uno scialbo Tratti uno Tratti invitante con Spunti creativi. Certo non delle Nazioni Unite capolavoro ma un'affresco del Quotidiano cantato con voce Un po 'Troppo eguale Nelle divagazioni delle tonalita' ma ancorchè Interessante Dal punto di vista della creazione compositiva.La Bellezza Migliore E il brano Che Merita CITAZIONE per organicita 'e scorrevolezza Gli altri brani scorrono abbastanza Simili nell'impostazione ma Sicuramente coerenti con l'ego di Marco Zordan
Un Lavoro da Tenere NEL cassetto, ma non per demeriti ma per Attendere Crescita Una di Quelle idée per ora abbozzate Ma che Annone Tutti i Numeri per diventare Una colonna sonora del Nostro tempo. 

1) Il principe Felice 
2) La bellezza Migliore 
3) I Passi nella neve potranno Ancora sostenermi 
4) La canzone della semplicità 
5) Crisalide 
6) Qualcosa del tempo 
Marco Zordan: voce, chitarra acustica, chitarra Elettrica 
Giulia Stenghele: Tastiera 
Pamela Nicoli: viola 
Davide Apolloni: basso, percussioni, elettronica 
Michele Bertezzolo: batteria, elettronica  
VOTO: 60/100  
Genere: Acustico pop alternativo  
SITO WEB:  http://www.facebook.com/MarcoZordanCantautore 
RECENSORE: Max "Doctor Rock" Ugolini 




 


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THE SICKLE - get bigger last longer

5/29/2012

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THE SICKLE
Get bigger last longer



RITORNO DEI PADOVANI -THE SICKLE- CON L'ALBUM DI 11 PEZZI INTITOLATO - GET BIGGER LAST LONGER-. COMPLESSIVAMENTE SI NOTA UN IRROBUSTIMENTO DEL SUONO, UNA PRODUZIONE MIGLIORE ED UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI MEZZI ANCHE SE DEVO DIRLO SUBITO C'è QUALCOSA CHE NON MI HA CONVINTO. LE COORDINATE SONO: POP PUNK, RITMICHE ALLA FOO FIGHTERS E UN Pò DI ROCK SANGUIGNO. IL PRIMO PEZZO
-AUTOMATIC DRIVE- è UN PEZZO CHE FONDE POP PUNK ED UN Pò DI HARD ROCK, -C'MON- è MOLTO HARD ROCK DECISAMENTE IGNORANTE ( DELLA SERIE POCHI ACCORDI CHE TI SPAPPOLANO LE BUDELLA) CON UN RITORNELLO DAL SAPORE ANNI 80 SPONDA L.A. ALLA MOTLEY CRUE E GRUPPI DI QUEL PERIODO, -AT A TIME- è MOLTO POP PUNK DA CLASSIFICA E ALLO STESSO TEMPO MI RICORDA PROPRIO I FOO FIGHTERS ( OTTIMO RITORNELLO), -CLENCH YOUR TIE- PORTA ALLA MENTE QUANTO PROPOSTO DAI BLINK 182 E DAI -THE DONUTS-, -WAKE ME UP BREAK ME DOWN- PUò ESSERE ACCOSTATO A BAND COME -THE CALLING- O -LIT- O SE PREFERITE IN GENERALE ALLO STILE USATO COME COLONNA SONORA DI FILM ADOLESCENZIALI AMERICANI, -ELECTRICITY- è UN PEZZO MOLTO ENERGICO CON UN RETROGUSTO ROCK SCANDINAVO ( GLUECIFER,ECC. ), -CONFUSED- è UN PEZZO QUASI ROCK BALLAD POTENZIALMENTE DA CLASSIFICA DI QUELLE CHE CONTANO, - IF I WERE HUMBLE- è ENERGIA DEI BEI TEMPI CHE FURONO (UNICO APPUNTO: AVREI PREFERITO UN SUONO PIU' CICCIONE DEL BASSO), - MY OWN DOOM- HA UN OTTIMO ARRANGIAMENTO DI PUNK ROCK CALIFORNIANO, -AN ANSWER TO EVERY MOMENT- HA UN RITMO MOLTO TRASCINANTE ( IL MIO PEZZO PREFERITO),CHIUDE UNA VERSIONE ACUSTICA DI -WAKE ME UP BREAK ME DOWN- MOLTO CONVINCENTE A DIMOSTRAZIONE CHE LE OTTIME CANZONI STANNO IN PIEDI QUALUNQUE VERSIONE SI FACCIA (ANZI è ANCHE MEGLIO DELLA VERSIONE ELETTRICA). DI QUESTO ALBUM POSSO DIRE UN PAIO DI COSE: è LA DIMOSTRAZIONE CHE ANCORA OGGI CI SONO BAND CHE PER FORTUNA SUONANO CON IL CUORE, NON è UN CAPOLAVORO MA SENZA OMBRA DI DUBBIO è MIGLIORE DI CERTE PROPOSTE DI BAND FAMOSE SOTTO MAJOR, MI SENTO DI SUGGERIRE ALLA BAND DI RENDERE IN ALCUNI FRANGENTI IL SUONO DEL BASSO UN Pò MENO METALLICO/SECCO PERCHè MI HA DATO LA SENSAZIONE CHE NON FOSSE PERFETTAMENTE ALLINEATO CON IL RESTO DEL SUONO, INOLTRE L'ALBUM D'ESORDIO E QUESTO PRESENTANO MOLTE DIFFERENZE E SAREBBE INTERESSANTE VEDERE IL PROSSIMO LAVORO CON LA FUSIONE DEI PRIMI 2 LAVORI, PROBABILMENTE SAREBBE LA PERFETTA SINTESI DI QUESTI -THE SICKLE-. A PARTE QUESTE MIE PERSONALISSIME OPINIONI, PER USARE UN TERMINE DA GIOVANE, L'ALBUM -SPACCA-.



VOTO: 85/100
PUBBLICAZIONE RECENSIONE: 29/05/12
GENERE:  pop /punk /rock /hard rock
SITO WEB: http://www.facebook.com/pages/The-Sickle/191482857552077 
RECENSORE: Lidel


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THEVENKMANS

5/29/2012

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VENKMANS

Singolo uno Presa Diretta per i fiorentini VKMS Che Sono arrivati ​​addirittura uno VEDERE col palco di Sanremo (categoria rock). Il Lavoro Fatto Troppo finora non snatura la band, la Produzione RISPETTO ai Primi Singoli e un tocco Più lucida, ma rimaniamo Semper nella zona del Che un ritmo ad accensione comandata etichettavano "indie" E Che Guevara vobis destino Ora. Allora siamo andati ad Ascoltare also Rebirth , cassa dritta, voce suadente e chitarrine Regolari. L'attacco di Libera   e Più soft, ma gradevoli Senza grossi Spunti, ma pur Semper Parliamo di materia non Proprio Recente. Infatti Juliet the Disco ti stampa in Fronte SI con Quei due-Tre Numeri da singolone Che Dal vivo Fanno la gioia dei Più freschi e caciaroni. Pochissimo per AVERE Un'idea nitida di Cosa Sono i VKMS al Momento, ma rimaniamo curiosi per banda Una delle pochissime uno POTER pretendere Un posto da Titolare NEL alt-pop danzereccio. Alla Prossima!

Voto: 65/100
Genere: pop / rock / alternativo
Link: www.the venkmans . com /
Recensore: Alecs m


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FREYJA - the garden of a sleepless Man

5/21/2012

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BAND: Freyja
Demo : “The Garden of a Sleepless Man”

Anno Uscita: 2012
LABEL : Uk Division Recorsds/ Alkemist Fanatix Europe
Sito: www.freyja.it

 

La UK Division Records/Alkemist Fanatix Europe ha prodotto un album, “The garden of a sleepless man”, che è il primo lavoro discografico della band partenopea Freyja.

Una formazione composta da cinque elementi provenienti dalla provincia casertana: Feffa D’Ambrosio alla voce, Sterzo alla chitarra, Dopa alla chitarra & FX, Babs Brachetti al basso, Brontolino alla batteria.

I Freyja sono pura energia. Queens of the stone age fra le influenze più evidenti, anche se la voce al femminile sa rendere i pezzi della band ancora più affascinanti. “Gold from hell” e “Leran to die” sono le tracce più accattivanti: suoni che sfiorano l’heavy, ma con un uso delle percussioni a rendere il tutto incredibilmente più virtuoso ed orecchiabile. “The prison” e “X” sono epiche, un giardino rosso (per rifarci alla cover) denso di mistero e preoccupazione, quasi ansiose.

Dieci tracce, che vanno dal rock al prog-alternative energico, un buon lavoro sicuramente, di quelli che non se ne vedono tanto in giro anche se va fatta una maggiore ricerca di suoni maggiormente propri. Se così sarà, sarà un bel sentire.
Giuseppe Troiano

Track List
1 – Mr.Black
2 – Gold from Hell
3 – Queen of Absinthum
4 – Leran to die
5 – Don’t mind
6 – Broken clock work
7 – The right way
8 – The prison
9 – X
10 – Sleepless Nights

 


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ECO DEL BARATRO - caro estinto

5/21/2012

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ECO DEL BARATRO
Caro Estinto


 
Gli Eco del Baratro, band giovane che risiede in Trentino Alto Adige, apre la sua carriera con un album completo e complesso. Stanno cercando, da un annetto a questa parte, di promuoversi con questo "Caro Estinto", uscito ufficialmente nell'estate del 2010.

La band trentina (formata da Stefano Nicolini alla chitarra e voce, Francesco Armani basso e voce e Dennis Valenti alla batteria) propone un rock particolare, un melting pot di sonorità partendo dai primissimi Litfiba (per capirci il periodo di Eneide di Crypton) con sonorità dei Diaframma e dei CCCP fedeli alla linea, con un più “moderno” grunge e l’ormai strautilizzato “alternative rock”. Che sia chiaro che in questi pezzi non si trova un quid di banale o di già visto, purtroppo però siamo arrivati al punto in cui viente tutto categorizzato in modo sbrigativo come “alternative rock” ecco perché dico strausato.

Questa serie di influenze le si sentono sia nella voce principale, che riprende moltissimo Piero Pelù come vocalizzi e come capacità interpretativa ed emozionale, che nella parte di testi al cui interno troviamo il dark wave italico e il post punk di Diaframma e CCCP. Inoltre i testi sembrano a tratti tipici di un cantautore per la cura e la poesia che viene inserita. Per la parte compositiva il trio si “aggira” nelle stesse tipologie stilistiche dei gruppi sopracitati, facendo un buon lavoro per essere un’autoproduzione ma speriamo che nel prossimo futuro possano avvalersi di tecnologie superiori o di più tempo da dedicare alla postproduzione ed al mastering, perché sono convinto che i numeri ci siano e sarebbe ottimale far valere al meglio le capacità che il trio ha al suo inteerno. Inoltre, sempre a livello vocale, trovo comunque non sempre convincente la seconda voce o che crei una dissonanza non voluta e stucchevole per chi ascolta rispetto alla voce principale.

La band ha tutte le carte in regola per emergere, ma consiglio vivamente di spendere qualche prova in più prima di entrare in sala di registrazione (per il prossimo futuro ovvio) in modo da rendere più scorrevoli i nuovi pezzi. Nel senso che in più di un’occasione ci sono stati degli “stop and go” all’interno delle canzoni che lasciano l’amaro in bocca a chi ascolta. L’esempio lampante di ciò è "Assalto alla Baionetta"; escludendo quella traccia direi che i punti più alti che ho trovato nel cd sono: 
"Ballo Selvatico", "La Spia Lampeggia la riserva non perdona", "All'altezza dello Sterno", "Ti Ascolto" e “Due per due cinque”.

Forse qualche accuratezza in più, come dicevo prima, sulla parte compositiva (per evitare che ci siano sbalzi strani di pathos) e qualche minuto in più per la postproduzione non avrebbe fatto male, ma per essere il primo album(e prima uscita) del gruppo direi che questo "Caro Estinto" è un buonissimo biglietto da visita per il mercato italiano e per la scena rock Italica.

Mi sento di aggiungere che i ragazzi hanno dimostrato buonissimi presupposti per darci grandi soddisfazioni nel prossimo futuro. Sarebbe logico dare supporto alla band ed al loro cd, acquistatelo se siete appassionati di rock fatto bene e che ha una certa introspezione emotiva.


VOTO: 68/100
PUBBLICAZIONE RECENSIONE: 22/05/12
GENERE:  alternative rock
SITO WEB: http://www.facebook.com/pages/Eco-del-Baratro/214113202010614
RECENSORE: Alessandro Schumperlin


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GENTLESS3 + LA MONCADA - In the Kennel Vol.1

5/21/2012

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GENTLESS3 + LA MONCADA
In the Kennel Vol.1


 

In the kennel vol.1 non è altro che la collaborazione ,la contaminazione e l’empatia fra piccole label laGoatMan Records, in collaborazione con Blue Rec Studio e BarbieNoja, insieme nell’atto di mettere in essere anche 
una sorta di sperimentazione artistica fra gruppi di varia estrazione,da una parte i siciliani “Gentless 3” e i piemontesi” la Moncada “i quali hanno un denominatore comune nel post rock ,più crepuscolare per i primi mentre il sound diventa piu’ tradizionale per i secondi .Al vostro recensore l’operazione sembra un po’ folle visti i risultati anche è innegabile che ci siano spunti buoni che si aggirano nelle quattro tracce dell’epPartiamo da rabbia killer che si dipana in una trasvolata di suoni pieni di mestizia e che nel tappeto sonoro mi ricordano vagamente “I Massimo Volume”un pezzo sospeso lo definerei .”Murmur “sembra seguire la falsariga del brano precedente anche debbo ammettere che la song appare piu’ avvolgente e mutualmente attraente.”Numeri” invece è una composizione cantata in italiano troppo scontata e già ascoltata direi una caduta libera all’interno del lavoro nel suo complesso. Per arrivare all’ultima traccia che è “On busting the sound barrier”,una ritmica ipnotica e l’intreccio di chitarre è ben costruito con una elaborazione accurata che lo porta ad essere l’unico brano degno di nota e con tutte le carte al loro posto nella composizione e nelle atmosfere .

Tracklist:
01. Rabbia Killer
02. Murmur
03. Numeri
04. On busting the sound barrier
GENTLESS3 (www.gentless3.com) : Carlo Natoli / Sergio Occhipinti / Sebastiano Cataudo / Francesco Cantone 

LA MONCADA (lamoncadaband.blogspot.com) : Mattia Calvo / Francesco Alloa / Davide Maccagno / Gianandrea Cravero / Carlo Barbagallo
released 01 March 2012 
Engineered & Mixed by Massimiliano Moccia at Blue Record Studio (Mondovì, Cuneo), 30 November - 1 December 2011 
Assistant Engineer: Ettore Magliano 
Mastering Engineer: Carlo Barbagallo 

Drawings: Federico Manzone (federicomanzone.blogspot.com) 
Graphic Design: Flavio Severino (flavioseverino.altervista.org) 

Project Coordinators: 
Francesco Alloa / Carlo Barbagallo (barbagallo.weebly.com)

VOTO: 55/100
PUBBLICAZIONE RECENSIONE: 22/05/12
GENERE:  rock
SITO WEB: www.gentless3.com 
RECENSORE: Max “Doctor rock” Ugolini


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CHAMBERLAIN - relax, enjoy the crisis

5/16/2012

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CHAMBERLAIN
Relax, enjoy the crisis


Tracklist: Derdang / Superstition / Moon In June / 22 Butterflies / Sailing Soul / 23 Butterflies / Sparks / Not Here, Not There / Asteroid Blues

C’è della musica che ha il solo scopo di trasportarti, che con capacità ipnotiche ti lascia sul posto che occupi, ti svuota e ti porta altrove. Ecco dunque i Chamberlain, ensemble catanese attivo sin dal 2009 e che può già vantare un curriculum vitae di tutto rispetto. Il loro primo album, Relax, enjoy the crisis è uscito nell’ottobre dello scorso anno per la Lophophora Williams recordings. Particolare, visti i tempi che corrono, invitare il fruitore a rilassarsi e a godersi la crisi, di certo non è un pensiero che valuteremmo in maniera positiva in stato di lucidità. Ma dimenticate la lucidità se volete apprezzare questo lavoro, bisogna assumere semmai uno stato d’apertura, di inconsapevolezza, di passività, e la musica farà il resto. Tappeti ritmici sapientemente soppesati fanno da trama a quello che è un vero e proprio viaggio tra influenze musicali ricavabili entro un ampio spettro che va dall’immancabile psichedelia anni ’70 (nessun trip musicale degno di questo nome può esimersi dal recarne almeno una eco) fino al rock alternativo e indipendente più recente. La grande conquista per questi ragazzi è nelle atmosfere, l’intero disco è un conglomerato di momenti e impressioni evocative. Grande merito va al lavoro delle chitarre che in questo caso lavorano proprio come un pennello su una tela già solcata dall’abile lavoro ritmico già citato, lo stesso artwork di copertina rende bene l’idea di quale sia la chiave di lettura artistica del lavoro. Un fiore all’occhiello, a parere di chi scrive, è rappresentato dal trio consecutivo Superstition, Moon In June e 22 Butterflies: una sorta di funky angosciato e malato per cominciare, uno sguardo da un finestrino nel tepore che apre le porte all’estate per proseguire (da rilevare anche un gran lavoro nelle parti soliste), un ritorno su eco blues mesmeriche per chiudere; notevole di quest’ultimo pezzo anche il reprise dai tempi sommessi e rarefatti di 23 Butterflies. Ma forse il brano che davvero lascia qualcosa dentro è il conclusivo Asteroid Blues con i suoi fraseggi tra le due linee di chitarra connotate da tonalità cupe che esprimono come un vagabondare solitario, gettati e abbandonati in un contesto che non si è ben inquadrato ma che ci opprime. Il tutto prima di aprirsi in uno sviluppo più arioso, quasi di slancio verso un nuovo che è ignoto ma che rappresenta pur sempre qualcosa di più rispetto alla passività dello status in cui ci precipita la crisi. Forse è proprio questo il pezzo che meglio di tutti dovrebbe far comprendere il titolo dell’LP, la solitudine in cui ci sentiamo calati nella mareggiata della crisi (non solo economica) del contemporaneo e davanti a cui non possiamo far altro che rilassarci e lasciarci andare, cercando da qualche parte la corrente giusta che ci porti da qualche parte, da qualunque parte, purché non sia il torrente limaccioso in cui rischiamo di affogare da noi stessi. Ma questa è un’interpretazione personale.

In conclusione, il primo passo dei Chamberlain appare davvero mosso bene e c’è da augurarsi che i nostri continuino su questo sentiero. A voler proprio trovare una pecca sarebbe nel ruolo delle parti vocali che spesso appaiono più un compendio che un elemento di spicco entro l’intero lavoro. In generale appare poco duttile ed estremamente monocorde, nel contesto potrebbe anche starci ma il rischio è che l’ipnotismo onirico dei pezzi degeneri nel sonno vero e proprio. Di fatto si finisce coll’apprezzare le soluzioni strumentali più che quelle vocali. Non è un neo di poco conto, ma è certamente un aspetto su cui si può lavorare e ottenere risultati migliori. Tolto questo, restano tutte le buone impressioni che Relax, enjoy the crisis lascia dalla prima all’ultima nota.

VOTO: 75/100
PUBBLICAZIONE RECENSIONE: 16/05/12
GENERE:  rock
SITO WEB: http://www.myspace.com/chamberlainct 
RECENSORE: doc. NEMO

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TEARS OF JOY

5/9/2012

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TEARS OF JOY

 




Lacrime allo specchio dentro lo specchio riflesse in una melanconia latente in questo ep .Quattro brani che lasciano finestre aperte nella notte e sino all’alba ,quattro brani che lasciano percepire che ci sia un’evoluzione nel sound un trip hop che ha dei dei buoni spunti come in “not at all” che ricorda in qualche frangente i portishead ma che insieme a “of course” risulta l’apice creativo/qualitativo del lavoro del duo quest’ultimo brano rimane il mio preferito nella track list mentre “destroy all my paints”rimane forse un gradino inferiore ai pezzi precedentemente citati per arrivare a “dark house “gioie nascoste e rancori spettrali in un ambient non solo musicale estremamente evocativo ,qui’ il riferimento e a tutto un sound nato a bristol e per fortuna ancora in vita creativa.



VOTO: 65/100
PUBBLICAZIONE RECENSIONE: 09/05/12
GENERE:  pop elettronica trip-hop new wave post rock dream pop
SITO WEB: WWW.TEARSOFJOY.ALTERVISTA.ORG
RECENSORE: Max “doctor rock” Ugolini


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